Tri-ride philosophy

Origine

Il nome Tri-ride è il risultato della fusione di due termini: Trinacria e Freeride. Trinacria, o Triscele , è l'antico nome della nostra terra, la Sicilia. Per Freeride s'intende l'approccio libero e privo di condizionamenti predeterminati ad uno sport, in questo caso alla mtb. La scelta di questi due termini dovrebbe già di per sé illuminare sia gli intenti che gli scopi di Tri-ride. Il nostro principale obiettivo è quello di valorizzare un approccio free alla mtb nel nostro territorio attraverso l'organizzazione di contest ed eventi, attraverso la realizzazione di percorsi ed attraverso la valorizzazione delle potenzialità del nostro comprensorio montano, ma soprattutto attraverso attività di exploring, alla continua ricerca di nuovi percorsi e nuove trip-experience in mtb.

 

Intenzioni

Tri-ride non è né un club né un'associazione sportiva. Abbiamo riflettuto a lungo su cosa dovessimo essere e su come si potesse in qualche modo rappresentare il nostro modo d'intendere la mtb. Liberi da ogni classificazione, liberi di fare 2000mt di dislivello positivo con una bici da 19kg o di partecipare ad una marathon o ancora più spesso liberi di andare alla ricerca di nuovi percorsi e scalare montagne vergini del nostro territorio con la bici in spalla (vertriding!!!). Insomma ciò che ci ha sempre unito è stato un forte amore per la mtb vissuta in libertà, un naturale senso di aggregazione, spontaneo e non disciplinato in club o associazioni sportive, ma soprattutto amore e rispetto per le montagne e i loro fruitori di ogni sorta. Allora ci siamo prefissati un obiettivo, quello di riunirci insieme e creare un movimento che avesse come punti fondamentali: libertà, rispetto verso il prossimo e verso il territorio e ovviamente un mare di mtbiking!!!!

 

Il superamento del concetto d'identità (lo stesso e l' altro )

Ci siamo resi conto immediatamente che la nostra esigenza di libertà necessitava di una reimpostazione del modo d'intendere la mtb e di un ripensamento del classico concetto di identità. Ma cosa significa concretamente questa strana riflessione? Ancor più strana se si pensa che è nata dalla testa di pochi bikers che s'interrogavano su come poter creare qualcosa insieme. Per provare a spiegarlo proviamo a partire dalla questione dell'identità.

  Il termine “ identico ” deriva dal latino tardo del sec. IV. Da identitate(m) da cui identicu(m). Il termine si è formato a partire da idem che significa ‘proprio quello (stesso)' , ed è un calco del greco   tautótes . Nominare l'” identico ” (quindi ciò che ha l' identità ) coincide col nominare lo “ stesso ”. Le due cose sono equivalenti. Ma cosa significa precisamente lo “ stesso ”? Cosa intendiamo veramente quando diciamo lo “ stesso ”?  

  Il significato latino ci dice che deriva da ist(um) ipsu(m), che significa ‘questo stesso' . Dire lo “ stesso ” quindi è come dire “ questo stesso ”, ossia qualcosa di ben preciso e qualcosa di determinato . Siamo però ancora lontani dal comprendere cosa possa significare ” identità ”.

  Sappiamo che identico è un calco dal greco tautótes . “ Stesso ” (e la stessa cosa vale per “ identico ”) in greco è αυτός (autòs). L'etimologia greca di αυτός è la seguente:   da αυ (au) che significa di nuovo e dalla   radice –το (-tò) che significa il pronome personale esso . Quindi, stando al greco, l' identico (ossia ciò che ha identità) più che   “il ciò che è determinato” è il “ di nuovo esso ”. Il “di nuovo” implica almeno una prima ed una seconda volta. Quindi chi ha identità è qualcuno che ha due volte se stesso . Ma cosa significherebbe l'avere due volte se stesso?

  L'identità non sarebbe altro che un rafforzativo del sé: l'essere non semplicemente esso (se stesso) ma due volte esso (due volte se stesso, identico a se stesso) cioè lo stesso . Lo stesso , cioè l' identico , non è altro che il doppio riferimento a sé.

Arrivati a questo punto però viene fuori un'altra questione, anche se i più scettici si staranno già chiedendo cosa ha a che fare tutto questo con l'andare in mtb, bene, chi ha avuto pazienza fin qui sarà presto soddisfatto. La questione che riguarda l' identità è anche la questione che riguarda il rapporto con gli altri e con tutto il mondo esterno (d'ora in poi utilizzeremo il termine “ altro ” per indicare questi due elementi) e la libertà di ognuno di noi. Come si comporta l' identico (colui che ha l' identità ) nell'ipotetico incontro con l' altro (o meglio con altro )? L' identico abbiamo detto è il di nuovo esso (lo stesso ), quindi qualcuno o qualcosa che è doppiamente proiettato verso il sé, verso il proprio interno, e non verso l'esterno, non verso il mondo. Nell'incontro con altro non considera altro che se stesso. In un primo momento, diciamo, cerca di andar fuori di sé per incontrare altro (che può essere ogni cosa intendiamoci: altro è la persona, è il pc che mi sta davanti, è la mia bici, è il drop o il salto, è Dio), ma da questa esperienza ricava solo un rafforzamento del sé, torna dentro di sé, è il di nuovo esso , altro è perduto, niente viene realmente incontrato o riconosciuto, il mondo intero è perduto…la libertà è in pericolo. Spesso questo capita a tutti noi così concentrati sulla ricerca della nostra identità (senza pensare che siamo unici e siamo persone anche senza dover necessariamente dover far ricorso alla nostra identità. Anche chi, per assurdo, non sappia nulla di sé stesso è unico ed è una persona). Ogni giorno quando lavoriamo, quando incontriamo gente o siamo in sella alla bike, crediamo di incontrare altro ma in realtà spesso il nostro è solo un movimento di fagocitazione di altro …di tutto . Riduciamo tutto a noi stessi, siamo egoisti ed egocentrici. Intendiamoci questo è solo un giochino per divertirsi, sappiamo bene che si tratta solo di un esempio superficiale, si capisce che la problematica è enorme, tuttavia abbiamo voluto prendere questa strada per provare a spiegare cosa   ci ha regalato l'esperienza della mtb e come la intendiamo.

 

That's mountainbibking!!!

Forse questo discorso vi sembrerà fuori luogo e ci considerate già dei fuori di testa ma non è così, almeno speriamo. Anche chi ama semplicemente andare in mtb e scorazzare per le montagne è capace di pensare e di mettersi in discussione insieme agli amici con i quali condivide questa passione. Noi crediamo che oggi la ricerca spasmodica della propria identità sia una cosa estremamente problematica e fonte sostanziale di parecchie forme di violenza, da quelle più gravi ed eclatanti alle quotidiane solo apparentemente meno gravi. La ricerca della propria identità crediamo nasconda l'incessante cammino di un ego verso se stesso nel disconoscimento di tutto il resto…nel disconoscimento di altro . La mtb ci ha aiutati in questo senso, ci ha aperto la via ad un cambiamento radicale, sembrerà assurdo ma per noi è stato proprio così. Ci ha insegnato a stare insieme, ci ha insegnato l'amicizia e il rispetto per i compagni e per l'ambiente in cui viviamo, in una parola la mtb è stata per noi occasione di autentico incontro . Ancora di più il freeride , dove il peso sta tutto nel free , ci ha fatto fare l'esperienza di altro . Abbiamo imparato che non è importante il tipo di bici che si cavalca, che non è importante se ci si veste di materiali sintetici attillati o di comodi e larghi short, non è importante se si preferisce fare 50km di pura salita o se si utilizza una seggiovia per risalire e venir giù a tutta per l'intera giornata, o magari non è importante fare tutte queste cose insieme o nessuna di queste: l'importante è stare insieme, condividere attimi indimenticabili, rispettarsi e rispettare tutto ciò che ci sta attorno. Abbiamo imparato a lasciare il nostro piccolo mondo sicuro (la terra ferma) per andare incontro ad altro staccando le ruote da terra e lasciandoci andare su di un drop o un kick. Ma cosa mette in crisi tutto questo? Secondo noi la ricerca affannata e costante della propria identità. Chi lo ha detto che non si può essere se stessi, unici e irripetibili, senza doversi affannare nella ricerca della propria identità? Come abbiamo detto anche chi per un motivo o per un altro non sa nulla di se stesso è comunque unico, irripetibile e soprattutto è persona . Questo almeno è il nostro punto di vista. Noi preferiamo essere appunto semplicemente persone , con tutti i nostri limiti e i nostri difetti, con tutte le nostre passioni e le nostre paure ma sempre aperte ad altro , quindi non provate a classificare in rigide definizioni né chi siamo né quello che facciamo. L'identità può essere chiusura in se stessi e rifiuto di altro , il che significa anche rifiuto del mondo . Ma come si fa ad essere liberi se tutto ciò che abbiamo è solo noi stessi? Si può essere liberi solo nel mondo, ma se il mondo scompare in noi stessi scompare con esso anche la nostra libertà. Essere liberi è forse possibile in un mondo esterno che in realtà non esiste perché lo riduciamo continuamente a noi stessi? Tri-ride è per la libertà ed il riconoscimento di altro , questa è la nostra scommessa e il viaggio che vorremmo intraprendere.

Se questo è il nostro modo d'intendere la mtb (e non solo, ve ne sarete accorti) allora la formula del club o dell'associazione sportiva non andava affatto bene per rappresentarci. Un club, una volta costituitosi, acquisisce un'identità ben definita che spesso si contrappone alle altre identità. Così si comincia ad avere la tendenza ad essere autoreferenziali e ad inglobare il più possibile le esperienze e gli eventi mtb del territorio. Rispettiamo questa formula e siamo contenti che esista e che esistano tanti bikers che ne partecipano, ma non è adatta ad esprimere il modo in cui intendiamo e andiamo in mtb.

 

In cosa ci riconosciamo

In Tri-ride non ci sono né regole né statuti, proprio per evitare qualsiasi vincolo abbiamo stabilito che le uniche regole adatte ad essere assunte sono quelle di carattere universale. Tri-ride si riconosce quindi nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che rappresenta per noi il rispetto per ogni uomo e ogni biker. Tri-ride si riconosce nel decalogo per le escursioni sicure del corpo forestale dello stato che rappresenta l'importanza della prudenza e della preparazione. Per quanto riguarda in modo specifico la mtb Tri-ride si riconosce infine nelle regole Norba (National Off Road Bicycle Association) per quanto concerne il comportamento dei bikers in montagna e nelle regole Imba (International MountainBiking Association) per quanto riguarda le regole inerenti ai percorsi e al trailbuilding. Al di fuori di questo potrete fare ciò che volete. Con una maglia o una felpa Tri-ride potrete uscire la sera, spararvi su una dh, farci un transalp, correre delle marathon, sudare su dei circuiti xc, fare l'uscita domenicale di 3 km e sedervi a mangiare in trattoria per tre ore, pulirvici il culo o lucidare la bike…insomma ciò che volete. Non ci sono tessere e non esiste un club ma solo un modo d'intendere la mtb e di vivere l'ambiente e la nostra amata isola. Rispettate semplicemente gli altri, pedalate e nessuno potrà dirvi né che fate parte di Tri-ride né che non ne fate parte. Limitless Experience, esperienza priva di condizionamento. Potrete far parte di qualcosa che significa in un certo senso non far parte di nulla e saremo felici di comunicarvi e coinvolgervi nelle nostre iniziative ogni volta che lo vorrete. Iniziative legate al territorio sotto forma di explorer. Questa è l'uscita tipica del tri-riding, alla ricerca di nuove ed inesplorate meraviglie delle nostre montagne sicule. Iniziative legate ancora allo stile vertriding, salendo le nostre montagne sicule con la bici in spalla alla ricerca di possibili vie di discesa. Eventi nello stile dei contest tipici del freeride e non sotto forma di gare. Niente federazioni, niente classifiche ufficiali, solo il tentativo di cercare una formula vincente, magari sempre diversa, di vivere delle giornate in mtb godendo della compagnia degli amici, della natura e del riding. Come detto far parte di Tri-ride significa non far parte di nulla di preciso o forse significa proprio “ non far parte ”…basta solo pedalare…that's tri-riding…that's mountainbiking. Stay tuned……………………………………..